Crollo livelli di testosterone
Posted by admin on 28 Gen 2008 | Tagged as: Rimedi alla scarsa libido
IN TUTTI I PAESI DEL MONDO SI STA REGISTRANDO UNA PREOCCUPANTE CADUTA DEI LIVELLI DELL’ORMONE MASCHILE. E’ IL MOMENTO DI REAGIRE LO DICONO LE RICERCHE SCIENTIFICHE: SI STA CONSUMANDO UN DRAMMA SILENZIOSO NELL’ORGANISMO MASCHILE: IL “NOSTRP” ORMONE STA LENTAMENTE EVAPORANDO. MA E’
ANCORA POSSIBILE FARE QUALCOSA PER SALVARCI…
Fin dall’inizio è l’ormone maschile per eccellenza: perchè è proprio il testosterone a fare in modo che al feto puntino i caratteri maschili. Ed è sempre il testosterone a completare il percorso durante l’adolescenza, quando una sua inpennata fa spuntare baffi e peli, costringe ad abbandonare il coro delle voci bianche e fa guardare per la pima volta con un occhio diverso la compagna di banco. E, in seguito, è sempre lui a pompare i bicipiti nelle braccia aumentando la massa magra, a rendere le ossa più pesanti e robuste, a migliorare le prestazioni sessuali. Insomma, è il padredi tutte quelle qualità che rendono un maschio felice di essere tale. E non solo a livello fisico: alti tassi di testosteroni sono associate alla sicurezza in sè stessi, al successo sociale e alla vittoria (anche sè a vincere è la squadra del cuore,e la si sta guardando stesi sul divano ). A fronte di tanta importanza , il tstosterone è però tra quei valori che vengono raramente considerati. Sbagliando perchè purtroppo, negli ultimi decenni le sue quantità stanno calando costantemente nei maschi. E’ un fenomeno persino difficile da immaginare: in un decalitro di sangue se ne trovano tra i 300 e i 1.000 nanogrammi. Non sono tanti. E’ stanno pure diminuendo, come confermano numerose ricerche scientifiche…
I DATI DEL CROLLO
L’allarme era stato lanciato qualche anno fa dall’americano Mmas, il Massachusetts Male Aging Study, il piu imponente studio mai condotto sull’argomento. Secondo il Mmas, un sessantenne nel 2003 aveva addirittura il 15% di testosterone meno di un uomo della stessa età nel 1988. Come dire:
se ne è perso l’1% all’anno. Forse questo non significa che tra un secolo il testosteronesarà completamente evaporato: però è matematico che un uomo di 60 anni, oggi, è virile quanto un settantenne alla fine degli anni Ottanta.
E’ l’allarme non pare proprio rientrare, soprattutto alla luce di un altro studio condotto nel 2006 dall’Università di Turku, in Finlandia. Una vera e propria doccia gelata: le analisi del sangue meticolosamente condotte al Nord non solo comfermanno la tendenza, ma scoprono che colpisce anche i giovani. I trentacinquenni hanno perso il 20% del testosterone rispetto ai loro padri. E anche se è normale che con l’avanzare dell’età questo ormone diminuisca (ha un picco attorno ai 20, ma dopo i 30 inizia a calare fisiologicamente quasi dell’1% all’anno ), c’è qualcosa che sta accellerando troppo questo processo. Di certo è anche colpa dell’obesità, ormai una vera e propria epidemia nel mondo occidentale: a ogni aumento percentuale dell’
Imc, l’indice di massa corporea, corrisponde una analoga diminuzione del testosterone. E infatti i sessantenni analizzati dal Mmas 20 anni fa avevano un Imc di 25 (lieve sovrappeso ), quelli del 2003 lambivano quota 30 (praticamenti obesi )ed erano molto meno testosteronici. Pesanti sospetti caduno anche sull’abusodi medicinali e sull’utilizzo contemporaneo di più
farmaci: negli anni Ottanta tra gli uomini seguiti dal Mmas quasi il 40% non prendeva alcuna pillola, ma la percentuale è scesa a zero dopo il Duemila. E sè i farmaci si aggiunge la quantità di antibiotici, ormoni femminili e altre sostanze chimiche assunte in modo involontario assunte attraverso l’acqua e il cibo, la situazione si fa drammatica.
I PROBABILI RISCHI
Le conseguenze di un tasso di testosterone troppo basso sono moltissime. Le più evidenti sono quelle che molti sperimentano di persona invecchiando: i testicoli si ritirano, i pettorali cominciano a somigliare un po troppo a quelli della propria compagna, si perdono massa muscolare, forza e desiderio sessuale. M a le ultime ricerche di due università Usa aggiungono un tocco funereo. Da Washington avvertono di avere riscontrato un aumento del rischio di morte nei soggetti con bassi livelli di testosterone. E lo stesso aumento è stato confermato da San Diego, in California (Usa ), dove lo hanno quantificato addirittura nel 33%. Insomma, nessuno ha più dubbi che questa tendenza sia preoccupante, e che bisogna fare qualcosa.
I POSSIBILI RIMEDI
Si, fare qualcosa. Ma cosaù? Negli Usa, dove la tendenza alla medicalizzazione è ancora più spiccata che in Italia, ci sono medici che consigliano di sottoporsi alle analisi per il testosterone 8un semplice prelievo di sangue eseguito al mattino, quando c’è in circolo più ormone che in qualsiasi altro mome nto della giornata) quando un paziente riferisce senso di stanchezza, difficoltà a rimanere in forma, svogliatezza, perdita di interesse per
l’attività fisica e per l’attività
sessuale con la propria compagna. Tutte cose che,prima o poi, ha provato chiunque. Questo sta portando un boom di richieste per la terapia sostitutiva del testosterone : 2 milioni e mezzo di prescrizioni nel 2006, per un giro d’affari di mezzo miliardo di dollari. Più 100% rispetto al Duemila. Ma ci sono ancora troppi dubbi sulla sua reale efficacia (qualcuno teme che possa provocare il tumore della prostata). E allora è meglio non correre dal medico, non pretendere di sottoporsi a inutili esami del sangue, ma cercare di fare tutto il possibile su due fronti: bloccare l’emorragia e aumentare le scorte. Condurre una vita sana. Non ingrassare, non imbottirsi di farmaci che non siano davvero indispensabili. E mettere in pratica tutte le dritte che gli esperti ti suggeriscono.